INSIDE GOBIK | Adriano Cano

INSIDE GOBIK | Adriano Cano

Ci sono persone che non concepiscono la disciplina come un obbligo, ma come uno stile di vita. Adriano Cano è una di loro. È arrivato pochi mesi fa nel team Gobik per assumere il ruolo di Responsabile Acquisti e Supply Chain Management. Portava con sé la solidità di una grande azienda di Elche (Alicante), ma anche la spinta di chi era già fan e cliente del nostro marchio dall’esterno. Per lui, fare il salto è stata una decisione naturale: "Gobik rappresenta qualcosa di unico: passione, innovazione e crescita esponenziale. Appena ho visto l’opportunità di apportare la mia esperienza a un progetto con questo ritmo, non ho esitato".

La sua quotidianità inizia presto sulla strada. Lungi dal vedere il tragitto giornaliero da Elche come una barriera, Adriano lo ha trasformato nel suo spazio di transizione e produttività:

"Ne approfitto per pianificare le priorità, le negoziazioni o le riunioni chiave della giornata. Arrivo in ufficio pronto a partire. Al ritorno, è il mio momento per staccare e assimilare ciò che ha funzionato".

Sintonia e sfide di business

Guidare gli acquisti in un marchio che cresce a un ritmo vertiginoso richiede capacità di anticipazione. Per Adriano, la chiave per mantenere il team motivato sotto pressione è l’empatia e stabilire basi molto chiare: "Lo stress di solito nasce dall’incertezza. Se ciascuno sa cosa ci si aspetta da lui e di quali strumenti dispone, tutto scorre. Mi piace guidare con l’esempio e ricordare sempre l’impatto reale di ciò che facciamo".

La grande sfida del reparto è enorme: accompagnare la scalabilità di Gobik senza perdere flessibilità, la massima qualità e il controllo dei costi. "La sfida attuale è ottimizzare i tempi di consegna e mitigare i rischi. Lavoriamo intensamente per diversificare in modo intelligente", ci racconta a proposito dei suoi obiettivi a medio termine.

L’allenamento invisibile

Adriano è uno sportivo nato; corre, va in bici e si allena ogni giorno praticamente fin da piccolo. Per lui, lo sport di resistenza è salute mentale, ma anche il luogo in cui si forgia il carattere: "La disciplina non si attiva e si disattiva: si allena. L’asfalto ti insegna a tollerare la frustrazione, a essere costante quando le gambe pesano e a capire che i grandi risultati sono la somma di molti allenamenti invisibili".

Questa mentalità competitiva convive in modo inscindibile con la sua professione quando ha tra le mani un nuovo capo. Il suo sguardo è duplice: quello dell’utente esigente che cerca performance e quello del professionista che analizza costi e materiali. "È un vantaggio che mi permette di negoziare con una conoscenza reale del prodotto e apportare soluzioni praticabili insieme al team di sviluppo".

Anche se è in azienda da poco tempo, si sente già integrato al 100% nella cultura Gobik, e gran parte del merito va alle uscite di gruppo che facciamo a mezzogiorno: "Sono momenti unici per conoscere colleghi con cui non hai un rapporto diretto. Anche se esci con il gruppetto dei 'pro' che ti garantiscono di andare 'tranquilli'... sappiamo tutti che alla fine si finisce sempre a coltello l’uno contro l’altro", commenta tra le risate.

Domande rapide per Adriano

Una parola per definire Gobik: Insofferenza ai limiti.

Caffè prima o birra dopo?: Sempre caffè prima! Carburante per il full-gas.

Il tuo capo Gobik preferito?: Culotte X. Ne ho già 4 o 5 in diversi colori.

Un ciclista con cui uscire domani?: Sepp Kuss, un autentico leader nell’ombra.

La miglior scusa per non uscire in bici?: Recuperare family points.

Tour, Giro o Vuelta?: Decisamente Tour, per i suoi scenari unici.

Una canzone per pedalare?: Qualsiasi dei Coldplay.

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